mercoledì, settembre 17, 2008

LA VECCHIAIA MI INVECCHIA

Tutte le mattine, appena alzato, vado in bagno, mi guardo allo spacchio, mi faccio un gran sorriso e mi dico:

Che bell'uomo!!!!

Cosa sono... un vanitoso, un'illuso, uno pieno di se (o di me, chi sa come si dice)?

Comunque, qualunque cosa io sia, mi piace dirmelo e crederci.

Mi trovo bello, giovane ed attraente e questo mi aiuta a cominciare una giornata che di solito è piena di grandi rotture e delusioni.

Qualche giorno fa' però mi è capitato un fatto che mi ha messo non pochi dubbi:

Dopo una serata mondana, dove un amico bersagliava tutti con flash tipo paparazzo di Via Veneto anni 60, mia moglie, estraendola dalla sua ETABATABORSA, mi ha rifilato una foto ancora fresca di stampa e con voce squillante mi ha detto: "Guarda bella questa!".

Ho dato uno sguardo offuscato dalla ormai incombente presbiopia (dal greco presbys (πρέσβυς) vecchio) e mi sono detto tra me e me: "chi cavolo è sto vecchio?".

Indossati gli occhiali che, come Bertinotti, porto sempre legati al collo ho messo a fuoco e: "AHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!.... cazzo!!!... sono io!!!!!!!";

come "Guarda bella questa!"? nel senso ironico?, o forse è venuta malissimo o è un fotomantaggio, uno scherzo malefico di un AMICOINVIDIOSOCOGLIONE?

Niente di tutto ciò, mi sono rassegnato, c'è una sola, triste, unica assoluta verità:

LA VECCHIAIA MI INVECCHIA!

MANON

Tadan, tadan, tadan rulli di tamburi nella mia testa Manon,
tadan, tadan, tadan rulli di tamburi nella mia testa:
eco di voci lontane non più ascoltate,
eco di risate e allegria dimenticata.
 
Quanto tempo è passato Manon, quanti anni,
quanti giorni inutili e opachi;
quanta muffa si è incollata al mio cuore
e come è cresciuta silenziosa questa gabbia!
 
Tadan, tadan, tadan rulli di guerra nel mio cuore Manon,
tadan, tadan, tadan rulli di guerra nel mio cuore:
armature scintillanti al sole stamattina,
bandiere di mille colori sventolano all'orizzonte.
 
Quanto tempo è rimasto Manon, quanti anni,
quanti giorni, ore o minuti ancora?
Quanta paura fa tremare il mio cuore
e come urla rabbiosa questa gabbia!
 
Tadan, tadan, tadan rulli di festa nell'anima,
tadan, tadan, tadan rulli di festa nell'anima mia
Manon.

giovedì, settembre 13, 2007

ARABA FENICE, In una notte d'inverno la sognerò.

Poco Arguto
Molto Baldo

Quando tra le pieghe della tua mente troverai l'amore e l'odio
e come un peso opprimente porterai la tua vita,
smarrita la strada per un sorriso,
avviso di gioia e dolore,
avrai trovato UNA DONNA.

Sogno di sempre mai afferrato al risveglio,
ombra fuggente.
Da mille anni cantata
da mille poeti
ciechi
alla trappola fatale del bene,
del male,
del pazzo egoismo dell'araba fenice.

Ed è lei che di dice dell'eterno dualismo:
sirena ti canta la tua canzone
e
sfinge ti pone il tuo quesito fintanto che,
smarrito, smetterai di nuotare.

Ma non cercare una mano protesa,
vana sarà l'attesa,
lei, LA DONNA,
ti lascerà morire.


In una notte di primavera l'ho pensata,
in una notte d'estate l'ho incontrata,
in una notte d'autunno l'ho scritta,
in una notte d'inverno la sognerò.
Jimmy

domenica, novembre 19, 2006

SE QUALCUNO HA LA RISPOSTA

Dopo aver abitato per trent'anni in una casa in periferia, da alcuni mesi mi sono trasferito in una casa in città.
L'appartamento è dotato di due comodi posti auto nel garage condominiale ma io, la mia macchina, la devo lasciare parcheggiata in strada in quanto i posti se li sono subito accaparrati mia moglie e mio figlio. "Vengo a stare in centro solo se c'è il garage" avevo detto! Coglione!!
Dopo alcuni giorni di gironzolamenti inconcludenti alla ricerca del parcheggio mi sono messo a studiare il problema in maniera scientifica e ho classificato le tecniche di caccia in quattro metodi principali:
  1. Tecnica "VADOACULODEIDIVIETI" SCONSIGLIATISSIMA a meno di non avere un portafogli tipo Flavio Briatore ("un uomo che costruisce su ccessi" Tel: +44 (0) 1608 678000 (REGNO UNITO) http://www.flaviobriatore.it) o essere figlio o fratello o almeno cugino di un qualche IMPUNIBILE POLITICO.
  2. Tecnica della "BOTTADICULOPAZZESCA", di difficile attuazione ma di gran soddisfazione, si applica quando all'arrivo sotto casa s'incoccia in uno che se ne va in quel preciso momento. Mi è capitata una volta e ancora me lo ricordo, sarà un racconto da fare ai miei nipoti che lo tramanderanno ai posteri.
  3. Tecnica del "FALCOPREDATORE" consiste nel continuare a ruotare intorno al quartiere cercando di avvistare una preda (postolibero) e di non farsela fregare da un'altro predatore (in genere i FALCHIPREDATORI volano in stormi, lenti e silenziosi e si tuffano in picchiata, tipo stukas, non appena un quattroruotista accenna a muoversi). Per attuare questa tecnica bisogna essere dotati di vista lunga, riflessi prontissimi e agilità di manovra. Sovente questo sistema è causa di malumori quando capita, spessissimo, che un posto si liberi alcuni decimi di secondo dopo il vostro passaggio e il "FALCOPREDATORE" che vi segue a ruota si è già intrufolato nello stesso provocandovi un'incazzatura tremenda. Penso che un buon novantanove per cento d'auto che girano in città appartenga alla specie "FALCOPREDATORE".
  4. 3. Tecnica dell'"AVVOLTOIOSULRAMO" è la mia preferita e si attua fermandosi, in doppia fila, dove ci sono parecchie auto in sosta, in attesa, col motore rigorosamente acceso, che qualche pellegrino si decida a lasciare il suo posto. Questo sistema si deve ovviamente mettere in atto dove il parcheggio è a tempo, altrimenti si rischia di fare la fine dell'"AVVOLTOIOMORTODIFAMESULRAMO". Per l'attuazione di questo metodo bisogna essere dotati di gran pazienza e perseveranza (guai abbandonare il posto per fare una ricognizione perché, appena uno si muove, si liberano immediatamente cinque o sei posti che sono subito occupati dai falchi di cui sopra), vista acuta per individuare tutti quelli che si avvicinano al parcheggio con le chiavi della macchina in mano, in modo da appropinquarsi felini al punto in cui il soggetto ha lasciato il suo mezzo, pronti al balzo finale che porterà all'agognata meta, bisogna poi avere alcune doti mimiche indispensabili, per esempio la faccia con l'espressione "DOVECAZZOVAINONLOVEDICHECISONOIO?" da indossare non appena un concorrente, falco o avvoltoio che sia, si avvicina ad un parcheggio in aria di prossima liberazione e l'altra da "SCUSAMITANTOUNT'AVEVOVISTO" da mostrare a quelli cui hai cercato spudoratamente di fregare il posto; utilissima è quella da "VADOVIASUBITO" per il vigile che vi guarda storto dopo avervi per due o tre volte invitato a levarvi dalla doppia fila per non intralciare il traffico e quella "ZZOVOI?" accompagnata da un rapido gesto della mano indirizzata all'intralciato che vi suona imperterrito da dieci minuti.
Usando quest'ultima tecnica si ha modo di passare piacevoli minuti riflettendo sui grandi perché della vita: perché esiste il mondo, perché esisto io, perché il mondo è pieno d'ingiustizie, perché sti bischeri d'amministratori non costruiscono un po' di parcheggi invece di stare li a sparare cazzate tutto il giorno?
Nelle lunghe ore che ho passato in quest'attività ho avuto modo anche di classificare quelli che si vengono a riprendere il mezzo.
I tipi principali sono:
  1. Tipo "DONNACHEHAFATTOLECOMPERE" arriva piena di pacchi e pacchetti, giunta alla macchina prova, con contorsioni tipo boa in amore, a infilarsi le mani in tasca, senza appoggiare i pacchi per terra, per cercare le chiavi del mezzo; dopo alcuni tentativi infruttuosi si arrende e dopo aver posto a terra le masserizie inizia il ballo delle tre tasche: qui non ci sono, qui nemmeno, neanche qui etc... poi passa alla borsa che appoggiata sul cofano si rivela essere un sacco tipo ETA BETA dal quale escono nell'ordine: fazzolettino, rossetto, cellulare, tampax, chiavi di casa, rubrichetta, borsellino, portafoglio, merendina del bambino, occhiali da sole, forbicine, tagliaunghie, portacipria ed altre mille cose quasi tutte inutili; alla fine un barlume: Le aveva lasciate in macchina!
  2. Tipo "DONNACONAMICHE" si avvicinano gesticolando impegnatissime in una qualche discussione "Pare che lui sia il ganzo di lei", il passo è in genere veloce fino a tre metri dal mezzo poi, di botto, li si fermano per concludere gli acuti ragionamenti e proseguono imperterrite noncuranti la faccia "MAVIVOLETELEVA'DIULO" che avete messo su per l'occasione. Abbiate pazienza, dopo tre o quattro ore di chiacchiere, saluti e salamelecchi vari, se non siete nel frattempo morti per un travaso di bile al fulmicotone, vi lasceranno libero il posticino con un sorriso.
  3. 3. Tipo "UOMOD'AFFARIFRETTOLOSO" lo si nota da lontano: vestito rigorosamente intero con cravatta blu a pallini bianchi, pettinatissimo, sbarbatissimo, profumatissimo e lucidissimo, borsa in pelle con iniziali in oro sottobraccio, un telefonino in una mano e uno nell'altra, aria corrucciata anche se ha fatto tredici al totocalcio, passo veloce e sguardo diritto davanti a se. Monta velocissimo sull'auto, obbligatoriamente Lancia Thesis blue ("Un'auto di personalità, che esprime al meglio la nostra arte di vivere"), che ha aperto con il telecomando da sessanta metri prima, mette in moto ma... poi si ricorda di qualcosa di importantissimo che ha dimenticato di fare e sempre velocissimo spegne il motore, riscende dalla macchina e se ne va di corsa. Non vi fidate di questo tipo, se c'è un posto se lo tiene lui e probabilmente cercherà di fregarvi anche il vostro.
  4. Tipo "PENSIONATONONC'HODAFA'NULLA" lo si riconosce perchè in genere è circondato da una frotta di piccioni e/o gatti randagi ai quali ha portato gli avanzi della cena (pochi a dire il vero con quello che prende di pensione a meno che non sia un pensionato del parlamento ma di questo parleremo un'alta volta intanto, se siete curiosi, vedetevi http://www.pmli.it/liquidazionitrombati.htm). Tentenna alcuni minuti nel dubbio: "Resto ancora un po' qui a non fare un cazzo o me ne vado a casa a rompermi le balle?". In genere in inverno, per vostra fortuna, preferisce quest'ultima soluzione, mentre nelle altre stagioni il risultato è piuttosto incerto per cui non vi illudete troppo.
  5. Tipo "UOMOPAVONECONDONNASCEMA" attrezzature dei due, Lui: Faccia a demente ma finemente vestito con abiti tutti supergriffati, bluegins Versace tutti rotti, scarpe Tods trasandate e telefonino "UMTSVGSIPODCOMPUTEREALTRECAZZATE" con il quale fa in continuo improbabili telefonate a LUCACORDERODIMONTEZEMOLO condite di fragorose risate e milionate (di Euro) a iosa. Lei: faccia da troia superingioiellata truccata tipo Moira Orfei anche alle sette di mattina, vestiti supergriffati, come lui, con culo e tette di fuori dei colori tipo "ILPASTELLOMIFASCHIFO" e tacchi da trentatre centimetri con i quali raggiunge l'altezza di un metro e un barattolo. Questo tipo è ambitissimo perchè gira ricorosamente con un SUV tipo tir a quattro piazze e quando se ne và libera sei o sette posti con grandissima gioia di tutto il popolo dei cercatori di parcheggio. Oh sui SUV mi ci fisso (zzo vuol dire SUV? : Sport Utility Vehicles), a parte la cagnara che è venuta fuori quando l'illuminato Prodi ha pensato e poi si è rimangiato una tassa sugli stessi (lo sanno tutti che proprietari di mezzi che costano mediamente 50.000 euro non si possono permettere di pagare 50 euro l'anno di SUPERBOLLO in più), come mai ancora non c'è una legge che proibisce l'ingresso nei centri storici delle nostre città a questi SBV (Super Barrocces Vehicles) che in genere sono larghi pochi centimetri meno delle strade in cui passano? Le pubblicità ce li fanno vedere nelle strade di montagna del Nepal, nel deserto del Gobi, nelle tundre della Lapponia, nella giungla dell'Amazzonia e, al limite, sulle strade a ventisei corsie della California ma mai in via della Pallotta a Roccadisotto.
  6. Tipo "VENGOECAMBIOILBIGLIETTO" IL PEGGIORE non ci sarebbe bisogno di spiegazioni, esso arriva furtivo e ti guata da lontano, lui ti guata e tu lo guati. Si avvicina al suo mezzo e te ti prepari, apre la portiera, te dai una sgassata e lui con aria trionfante e da "PARACULOPROFESSIONISTA" estrae dalla tasca un grattino nuovo e lo piazza sul cruscotto, poi ti guarda con aria soddisfatta e se ne va. (act'a vnissun' ben).
In ogni modo, alla fine, un posto si trova sempre e qui succede una cosa che nessuno riesce a spiegarsi: ogni volta che dopo due ore hai trovato un parcheggio, per uno strano fenomeno fisico, se ne liberano altri cinque o sei. Ho chiesto a tutti quelli che conosco e tutti hanno avuto modo di riscontrare questa misteriosa manifestazione della natura che non si spiega né con la teoria della relatività di Einstein né con la fisica dei quanti, forse chissà si potrà spiegare con la "TEORIA DELLE STRINGHE"?
SE QUALCUNO HA LA RISPOSTA me la dia... per favore!.


p.s.
Anche il Papa ha una SUV
"CITTA' DEL VATICANO, 28 giugno - Una Volvo XC90, il nuovo modello di Suv della casa svedese, e' stata donata dalla Volvo Car Corporation a papa Benedetto XVI. La consegna delle chiavi e' avvenuta in Vaticano nel corso di una breve cerimonia al termine dell'udienza generale del mercoledi'. L'esemplare di Suv XC90 appositamente allestito per l'uso personale da parte di Benedetto XVI e' una versione con motore V8 e cambio automatico. La carrozzeria e' blu e gli interni sono chiari." (ANSA).
Sarà per questo che l'illuminato Prodi si è rimangiato il SUPERBOLLO?

giovedì, ottobre 19, 2006

LA PASSWORD PERFETTA

LA PASSWORD PERFETTA.

Siamo in un momento storico caratterizzato dalla confusione.

Non il consumismo, la tecnologia o l'edonismo sfrenato lo distingue ma il disordine, lo scompiglio il caos più totale, avvolgente e assoluto; insomma viviamo tutti a Babilonia.
Caos dei costumi, della politica, delle religioni, dei rapporti familiari e chi più ne ha più ne metta.
Tra tutto questo pasticcio da alcuni anni ci si è messa anche la Privacy.

Cos'è la Privacy?

"La privacy (termine inglese traducibile più o meno con riservatezza) è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata: the right to be let alone". (Wikipedia ndr.)
L'articolo uno del decreto legge numero 196/2003 recita:
Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.
E fino a qui siamo d'accordo e tutto sarebbe facile se il suddetto decreto si limitasse ad enunciare poche norme chiare e semplici da rispettare:
  1. I dati personali si distinguono in: dati sensibili e non sensibili.

  2. Sono dati non sensibili tutti quelli presenti in pubblici registri.

  3. Sono dati sensibili tutti gli altri.

  4. Nessuno può detenere senza il consenso dell'interessato dati sensibili che lo riguardano.

  5. Nessuno può divulgare dati sensibili di chicchessia.

  6. Chi contravviene a queste norme è punito con 100 frustate sulla pubblica piazza.

Semplice vero?
E invece no, i nostri acuti e bizantini legislatori hanno concepito e partorito una leggina di 186 articoli (praticamente mezzo codice civile francese) , che, a leggersela, sembra scritta a quattro mani con Paperoga, con versi e capoversi per diverse centinaia di pagine, risultato: Casino più totale.
Ognuno interpreta la legge come gli pare, ogni funzionario pubblico o privato impone ostacoli e balzelli all'espletamento di qualsiasi pratica in funzione della sua fervida fantasia e secondo se la moglie quella notte gliel'ha data oppure no.
Il Garante (ma di cosa?) interviene un giorno si e anche l'altro per chiarire i molti punti oscuri della legge, creando così ancora più incertezze e parapiglia.

Fatta la legge trovato l'esperto!
Naturalmente, stante questa confusione, in giro si sono subito scatenati i furbi che a centinaia si sono autoproclamati esperti della legge propinando (a pagamento) consulenze inutili e dannose come e più della legge stessa.
Tempo fa la ditta presso la quale presto la mia indispensabile attività, per non saper leggere né scrivere, ha chiamato uno di questi che bellamente, tra le altre cose, ci ha fatto proteggere con password i nostri computer, anche quelli rotti e in disuso o quelli dove ci sono solo disegni e calcoli tecnici (dati sensibili di cosa?).
Naturalmente il tomo ha suggerito ed inserito varie parole di accesso ai calcolatori tralasciando che, nei sistemi Windows che usiamo noi, basta cliccare "annulla" e si entra ugualmente nel sistema; cioè se metti una password sbagliata la stessa ti è richiesta all'infinito, se non ci metti niente accedi e basta. Sic!.
Io, per evitare di dimenticarmi quest'indispensabile parola, l'ho scritta su un post-it giallo attaccato al monitor, evitando i posti comunemente usati alla bisogna:
  1. Sotto il tappetino del mouse.

  2. Dentro il primo cassetto della scrivania sotto l'agenda.

  3. Appiccicato sotto l'apparecchio telefonico.

  4. Sotto il portapenne.

  5. Sotto il fermacarte pubblicitario blocchettodimarmocontarghetta

  6. Sotto lo scrittoio in finta pelle modello "FASCHIFOANCHEAFANTOZZI".

  7. Sotto il portacenere (adesso in disuso per la nota nuova legge).

  8. Sotto la tastiera

  9. Tra i biglietti da visita

  10. Sotto il coperchio della cassetta dello sciacquone del water (i più guardinghi).

  11. Sopra il tappetino del mouse (i più distratti che dopo averlo tirato fuori di sotto per leggerlo se lo sono dimenticati di sopra)

Ma prima di trovare un posto dove nascondere la password e se questa non è già stata scelta dall'esperto di prima, c'è un grave problema da affrontare:

Ma che parola usare?
A proposito di furbi girovagando su Internet mi sono imbattuto in un libro "LA PASSWORD PERFETTA" ( € 22,00 IVA esclusa)
"Questo libro esamina le password da tutte le prospettive possibili: gli amministratori di sistema, impegnati a garantire la sicurezza delle reti; gli utenti, che cercano di non dimenticare le password; i pirati informatici, che tentano di scoprirle per accedere, senza permesso, a reti aziendali, conti bancari privati o siti Web contenenti materiale pornografico. L'autore ......... ha raccolto e analizzato oltre 4 milioni di password utenti (Ma a chi lo racconti! Non esistono neanche se ci comprendiamo le lingue nilo-camitiche il bongo-bagirmi, il kreish, il moru-madi, il mangbetu e il lendu'. Oltretutto a una media di una parola al minuto per 24 ore per 365 giorni ci vorrebbero 7 anni e 8 mesi e poi tutti a te le vengono a spifferare ciaccione?) . Dalla sua ricerca ha scoperto cosa funziona e cosa non funziona"
Non l'ho comprato ma m'immagino gli astuti consigli

1 La password non deve essere troppo corta.
Certo se scegliete come parola "a" rischiate che un bambino di un anno, sbattendo le manine sulla tastiera, possa accedere ai segreti di stato contenuti nel vostro personal, mentre la stessa parola sarebbe perfetta contro gli attacchi di un'hacher adulto (ma anche un po' scemo se cerca di scardinare il vostro computer) che le proverebbe tutte tranne quella.

2 la password non deve essere troppo lunga
Provate ad usare "precipitevolissimevolmenteperlescalemibuttogiùdalladisperazionediricordarmilapassword" e ditemi quante volte sbagliate la battitura prima di buttare il malefico apparecchio dalla finestra.

3 la password deve essere facilmente memorizzabile.
cioè non usate parole tipo "awxpTTo232stqLayzz" e neanche "[!!pPPt_<1>0#*(-" perchè se se ne accorge qualcuno chiama subito la neuro che vi rinchiude a vita in un manicomio criminale.

4 la password non deve essere ricongiungibile a voi o vostri parenti.
Se vostro figlio si chiama Paolo sarebbe ingenuo usare "Paolo" ma molto astuto usare "Giovanni", anche "Vercingetorige" non sarebbe male ma un po' lunghetta, così come se siete nato il 22/02/46 la parola da usare potrebbe essere "28/07/94" che nessuno potrebbe riallacciare a voi a meno che non vi chiamiate Maximilien François Marie Isidore de Robespierre.

5 se proprio non sapete cosa fare usate "Pippo"
secondo una ricerca della Nielsen è la parola in assoluto più usata al mondo.

Un'altro sistema
per la scelta dell'agognato vocabolo me lo ha segnalato un'amico ed era riportato in un famoso giornale professionale (lo dice lui -ndr. (il giornale -ndr. alla ndr.)).
Lo scaltro metodo è il seguente:
1 scegliete una frase a caso che ricordate bene a memoria:
Evitando le strofe delle Osterie e quelle di Fanfulla da Lodi che sarebbero subito maliziosamente scoperte dai vostri colleghi, ex universitari di lungo corso, scegliete, per fare un'esempio, "Sempre Caro Mi Fu Qest'Ermo Colle".

2 prendete le prime lettere delle parole della frase "SCMFQEC"
precisazione dell'autore (per gli analfabeti ndr.): "Quest'Ermo" sono due parole pertanto non mettete solo "Q" ma "QE"

3 sostituite le lettere con i numeri che rappresentano la posizione delle stesse nell'alfabeto ed avrete "22-3-11-6-15-3"
usate sempre lo stesso alfabeto ed evitate di usare una volta quello italiano e una volta quello inglese (escludete assolutamente il greco ed il cirillico), perché questo potrebbe creare qualche disguido.

4 aggiungete ai numeri risultanti alternativamente il giorno e il mese della vostra nascita; per me nato il 22/02/46 il risultato sarebbe: "44-5-33-8-37-5"

5 raggruppate in un unico numero "445338375"

6 scartate l'ultima cifra se il numero delle lettere è dispari "44533837"

7 dividete in numeri di due cifre "44-53-38-37"

8 riconducete i numeri nel limite 21 "2-11-17-16"

9 ritrasformate i numeri in lettere "BMSR"
qui vale la stessa regola del punto tre.

10 scrivete le lettere in maiuscolo o in minuscolo in funzione del fatto che il numero che le rappresenta sia o meno pari "bMSr"
finalmente avete composto la password "MIMPORTASSAIDIFORTENOX" inattaccabile a qualsiasi tentativo di intrusione.
Con questo metodo sarete sempre in grado di ricostruire la parola partendo dalla frase iniziale nel malaugurato caso di una vostra amnesia fulminante.

A scanso di equivoci però, concludeva il vivace autore, scrivetevela da qualche parte.

Aneddoto
Qualche anno fa mi ero comprato un notebook e mi scocciava che qualcuno trovandolo ci mettesse il naso, avrebbe scoperto che l'uso impegnato che ne facevo era quello di giocare col "solitario" ed altri giochini altrettanto stressanti, perciò misi la protezione al boostrap del bios (ne so una più del diavolo!).
L'apparecchio si ruppe dovetti mandarlo, corredato di password, alla casa madre per aggiustarlo ma quando mi ritornò, dopo parecchi mesi, non mi ricordavo più la fatidica parolina.

Provai nell'ordine:

  1. Il nome di tutti i miei parenti fino al quinto grado, al diritto e alla rovescia.
  2. Le date di nascita degli stessi.
  3. Il nome di tutti gli animali che avevo e che avevo avuto, il nomignolo e il nome del pedigree uno, un Bovaro dell'Entlebuch, si chiamava Gershwin de la Cite des Grands Feux Imprunaia Fleourì detto Bul, per cui provai prima con Bul e fino a qui tutto bene, anzi male perché non era la parola, ma quando provai con "GERSHWINDELACITEFEUXIMPRUNAIAFLEOURI" comparve quello sgorbietto ballante dell'help che mi disse con aria incazzata "MA SEI SCEMO?". Lasciai perdere i nomi dei pedigree.
  4. Le targhe delle macchine di tutta la mia storia di guidatore nonché di mia moglie, figli, cugini e amici.
  5. Le marche e il modello delle suddette.
  6. Numeri di telefono di ufficio, casa, case vecchie, casa di mia madre, di mia sorella, di mia suocera e di tutti i parenti e conoscenti della mia rubrica.
  7. Attori preferiti, registi, cantanti e scrittori con corredo di titoli dei film, canzoni e libri.
  8. Tutti i personaggi dei fumetti a partire da Buci la coccinella fino a Dilan Dog.
  9. Maestri, professori, bidelli e compagni di scuola dall'asilo al diploma.
  10. Alla fine, disperato, numeri delle scarpe, delle camice e tutti i numeri che lontanamente mi dicessero qualcosa compreso un'ambo che il 12 giugno del 73, con una botta di culo tremenda, azzeccai sulla ruota di Roma incassando 27.350 lire.
Insomma rivoltai tutta la mia vita come un calzino, diedi fondo a tutte le mie più recondite reminiscenze ma

NON LA TROVAI!


Rassegnato misi l'apparecchio in un armadio e me lo dimenticai
.

Dopo parecchi anni, in un libro, trovai un biglietto dove avevo scritto la maledetta parola per non dimenticarmela (naturalmente mi ero dimenticato del biglietto).


Sul quel foglio c'era scritto:

Password: "PASSWORD"


Avevo trovato

LA PASSWORD PERFETTA.

-

martedì, ottobre 17, 2006

Speriamo che qualcuno STIACCI PRODI

"....Guardi chi passa nella grande estate: / la bicicletta tinnula, il gran carro / tondo di fieno, bimbi, uccelli, il frate / curvo, il ramarro". (Giovanni Pascoli)




Allora vi sarà capitato anche a voi di vedere sulle strade frotte di ciclisti in bici da corsa, bardati di tutto punto, che si affannano in un'inutile allenamento, che io, ogni volta che li vedo, mi chiedo

"ma quanta gente c'è che non c'ha un cazzo da fare?", infatti questi non è che li vedi solo di domenica ma anche tutti gli altri giorni nei quali la gente comune, a parte i pensionati, i disoccupati e i politici, lavora e pensionati o disoccupati non possono essere di sicuro visto quello che costano le biciclette e le altre attrezzature. Saranno tutti quanti politici come Prodi? Bo?

Guardandoli bene mi immagino la giornata tipo del bipedeciclista:

ore 7,00 Sveglia e letture del mattino:

Alimentazione e Ciclismo

Ciclismo teoria e pratica

Il Medico dei Ciclisti

Tecnica e Tattica Ciclistica
(ndr. Tutti titoli veri)



Ore 7,30 Doccia.

Ore 7,31 Colazione: toast, succo d'arancia, estratto di doping concentrato e "ponce a vela" (caffè, rum, cognac, anisetta e peperoncino).

Ore 8,30 Mezz'oretta di ginnastica preparatoria sulla bicicletta a rulli (ogni tanto un rullo s'incanta e il nostro si schianta nel troumo del salotto buono dove, facendo incazzare la moglie in maniera esagerata, ha piazzato l'attrezzo).

Ore 9,00 preparazione corpo

Spray Depil Sport che rende le gambe belle e levigate che uno sembra: a) un finocchio della peggio specie, b) un malato di alopecia devastante.

gel preGara Ogni uscita è una gara col primo brodo che trova. Vince chi non gli prende un'infarto.

gel Rinfrescante (estate) gel Riscaldante (inverno) gel così così per le altre stagioni.



Ore 9,30 Vestizione (tipo torero Dominguin):



Salopette tipo "MISEMBROUNFIGO" Con culo fasciato e sacchetta (gli uomini) prominente in "Tessuto a cui è ancorato uno strato di fibra in argento che ne mantiene inalterate le caratteristiche. Quest'ultima assicura delle performance aggiuntive al tessuto a cui è legata rendendolo: antibatterico e antiodore. Tutto questo sistema viene realizzato con procedimenti compatibili con la tutela dell'ambiente." (ndr. mi pare giusto)

Giubbino "MIFAUNASEGAILVENTOAME" "prestazioni:vestibilità aerodinamica data dal tessuto Sensitive ®, protezione antivento imbattibile, traspirabilità massima garantita dall'impalpabile tessuto Windstopper ® Argon 60." Con zip ultramoderne perchè "Per il ciclista è importante regolare il proprio microclima corporeo... Ecco il motivo per cui abbiamo realizzato la zip Free-Slide con la collaborazione della YKK. Il cursore cam.lock si blocca quando la tira-zip è giù, ma si muove liberamente quando la linguetta è su. Innovazione totale per il real cyclist." (ndr. Un'ho capito un'acca)

Caschetto "SECASCOMIROMPOTUTTO" in fibra di carbonio rinforzata con torzoli di mela al tungsteno.

Scarpette Nike "MISONOCOSTATEUN'OCCHIODUECENTOSESSANTACINQUEEURIBOIA" con attacchi per i pedali "BADALISEMIFERMOCASCO"

Occhiali da sole "PORCACCIABOIAANCOGGIE'NUVOLO" infrangibili, antiriflesso, antiscivolo, anticorrosione, antipulci di un simpatico colore nero funerale con decorazioni oro necromante: 320 euro!.



Costo totale delle vestimenta senza IVA 1.832,00 Euro.

Finalmente alle 10,00 il nostro, così sobriamente paludato, esce, con camminata tipo Valentino Rossi quando si avvia alla moto, e, dopo aver malamente scacciato dei frugoli che volevano attaccargli dei bussoli, monta sul mezzo:

Bicicletta con



telaio monoscocca "PESOPOCO" in fibra di carbonio peso 125 grammi a quota mare, in alta montagna è consigliabile mettergli un filo come ai palloncini perchè tende a volare via.

cambio Shimano a 360 rapporti uno per ogni grado di pendenza del terreno, compreso il giro della morte. In genere quando il grado di pendenza supera gli 0,5 gradi tutti questi corridori usano il rapporto "SALITAMASSIMA" e sgambettano a 320 pedalate al minuto con velocità di crociera pari a 3,21 km orari a favore di vento.

ruote da salita "PIANURAPADANA" in uranio arricchito e raggi fluorescenti.

Gomme in caucciù riciclato dai ciuingam sputati per la strada e polistirolo con eleganti inserti in seta del Nepal.

sellino modello "TANGAAFILO" ideale per emorroidi e pruriti anali.

Coprisella "TECHIAMALAFORTUNALAMIA" in pelle d'orso bianco ottimo isolante per il microclima delle zone basse.



Peso a vuoto della Bicicletta 6,234 kg.

Costo dell'attrezzatura completa 6.234,00 Euro +IVA (praticamente più di una cinquecento) o se vogliamo 1.000 euro al chilo (come i tartufi di Acqualagna)

Finalmente sulla bici, il nostro si avvia indovinate dove? mi direte voi: in una amena stradina di campagna tra i campi di grano? In una strada tra i boschi che olezzano di ginepro? In una strada deserta che costeggia il mare con aria salmastra? NOOOOO!!!. Se ne va sulla nazionale, tra camion, camioncini, macchine, motociclette ed altri bischeri come lui, tra fumi, spruzzi d'olio e polvere d'ASFALTOCANCEROSISSIMO, si piazza dietro un tir che trasporta rifiuti tossici da Milano a Napoli e tutto contento si riempie i polmoni, ben predisposti dallo sforzo, di tutti i fumi più micidiali che ci possano essere, più tardi, al ristorante, si incazzerà come un lupo con uno che, a dodici tavoli di distanza dal suo, sprovveduto si accenderà una sigaretta.

Per sua fortuna i nostri lungimiranti politici pensano anche a lui e nella nuova finanziaria Prodi, ciclista inde (ometto il fesso perchè non vorrei incorrere in qualche guaio), ha inserito che le auto euro 4 (non so cosa vuol dire ma è bellino) nuove non paghino il bollo per 3 anni. Ululati di gioia, esclamazioni di stupore, esternazioni ammirate, applausi dei più ruffiani: Prodi ha risolto il problema dell'inquinamento! Rutelli piange sommessamente di gioia in un'angolo e Alfonso Pecoraro Scanio (che nome e' si chiama Pio Po) cerca di baciare le mani al santo e Mastella vuole telefonare al Heiliger Vater Ratzinger per proporne la beatificazione.

Il nostro simpatico ciclista non corre più il pericolo di morire per un tumore provocato dal benzene delle marmitte catalitiche ma, se sfuggirà anche i pericoli del fumo dei camion e degli autobus e quelli delle polveri sottili, potrà tranquillamente morire STIACCIATO. ("stiacciare": schiacciare, appiattire, rendere simile a focaccia. cfr. "Dizionario della lingua Livornese" 1997 edizioni Sardelli)

A questo punto, riflettendo sul fatto che come al solito abbiamo regalato qualche secchiata di miliardi alla Fiat, che i bolli non pagati ci toccherà dividerceli un po' per uno e che mi è arrivata la cartella delle tasse in cor mi sorge una speranza:

Speriamo che qualcuno STIACCI PRODI.

 

 

 

 

venerdì, ottobre 13, 2006

BALDO

Gli sparuti visitatori di questo blog si chiederanno "Ma Chi E' sto Baldo?"
Baldo era il preside dell'istituto per geometri di Livorno che ebbi a frequentare negli ormai lontani anni 1960-1965, era famoso in tutta la città per la sua severità.
La mattina, quando suonava la campanella dell'ingresso, era a braccia conserte sul portone della scuola, con il suo nasone e la faccia da nonno buono corrucciato e, a tutti, faceva un cenno di saluto, un rimbrotto per il vestiario (guai a portare i blue-gins) e, raramente, un sorriso.
All'uscita, quando tutti avremmo voluto precipitarci giù per le scale, stava impalato sulla porta della presidenza "ci vediamo domani, puntuali!!!" e fino a quando eravamo sott'occhio tutti a passo d'uomo, poi... in cavalleria.
Bene, dopo tre giorni dall'inizio del primo anno, mi ritrovai seduto nella sedia davanti alla sua scrivania spedito dalla professoressa di lettere con biglietto d'accompagnamento che descriveva le mie, non ricordo più quali, malefatte, e quello fu il primo d'incontri quasi quotidiani.
Ero bravo, ma leggermente indisciplinato: soprattutto non sopportavo il fatto di portare libri, penne e quaderni, ogni giorno compravo una Bic e un foglio protocollo dal tabaccaio di fronte alla scuola, penna e foglio che finivano regolarmente in qualche cestino alla fine delle lezioni.
Il Baldo all'inizio mi propinò due o tre sospensioni ma, quando si accorse che mi faceva solo un piacere ripiegò nelle tattica "ADESSOTIPRENDOPERSFINIMENTO" e, infatti, quando capitavo all'appuntamento col solito biglietto, mi lasciava per tutta la mattina seduto in sala d'aspetto e quando suonava la fatidica campanella "TUTTIACASA", invece di presenziare all'uscita dei miei colleghi, mi faceva accomodare nel suo studio dove, per un'oretta, mi parlava della sua vita e dei suoi problemi.
Un giorno ebbe a raccontarmi di suo figlio morto piccolissimo durante la guerra sotto un bombardamento e io, con la cinicità tipica dei giovani di diciott'anni, pensai bene di approfittarmi di questo che, sicuramente, era un suo punto debole.
Cominciai ad andare in presidenza anche senza biglietto di presentazione, informandomi della salute del Baldo dei suoi problemi e, con vaghi accenni al defunto, intavolavo con lui qualche bel discorso su come fosse crudele la vita, della stupidità delle guerre ed altre amenità del genere, così passavano le ore e i miei professori non potevano dirmi niente perchè ero dal preside!
Arrivò la quinta, gli esami di stato e fui consacrato GEOMETRA.
Un giorno, dopo gli esami, per qualche ragione, ero all'istituto e incontrai nel corridoio deserto Baldo che mi disse:
Vede C...... (a quei tempi i professori davano del lei anche ai bambini di due anni o, almeno, lui lo faceva)
Sono contento che si sia diplomato ma anche mi dispiace; per cinque anni mi ha tenuto compagnia e, anche se pensava che non mi fossi accorto che lei lo faceva solo per non stare in classe, io lo sapevo benissimo, ma vede.... mio figlio era biondo come lei e oggi avrebbe avuto circa la sua età.

AIUTATE LA MADONNA AD AIUTARCI

Quando vado ad Ancona, passato Fano, la stazione radio 101 che ascolto abitudinalmente poiché ci sono dei comici divertentissimi, sparisce e subentra in maniera violenta RADIO MARIA.
Ti consiglio vivamente di ascoltarla in quanto è ancora più divertente di Radio 101; questa mattina, per esempio, c'era una trasmissione condotta da suor Teodolinda (chissà perché le suore si chiamano sempre o Maria o Ludmilla, Teodolinda etc..) che tratta di avviamento scolastico. In pratica degli ascoltatori telefonano alla suddetta e l'esperta ed arguta suora gli propina i suoi consigli.
A mente te ne dico uno:
P) Buongiorno, sono Paola e chiamo da Padova.
T) Buongiorno carissima... , scusa da dove chiami?
P) da Padova, vorrei chiedere un consiglio per mia figlia...
T) che scuola fa tuo figlio?
P) mia figlia fa l'ultimo anno del liceo Pinco Palla, e premetto...
T) come va il bambino a scuola? (a parte l'insistenza sul sesso della ragazza, ma uno che fa l'ultimo anno del liceo è un bambino?)
P) I professori sono contenti. Vorrei premettere che... (in seguito non si saprà mai che cazzo voleva premettere)
T) ah.. benissimo... Dimmi come ti posso aiutare? (standotene un po' zitta!!)
P) Dopo il diploma, Chiara vorrebbe fare un corso di educatrice scolastica...
T) ah.. perfetto, ..... anche se... forse...
P) e volevo sapere.....
T) non so un gran ché dei corsi.... (e allora che cazzo ci fai li)
P) no, qui a Padova c'è un'istituto privato per educatore scolastico di un'anno...
T) ah si. (come ah si)
P) e volevo sapere se questi corsi sono riconosciuti.
T) eh di corsi ce ne sono tanti ti devi informare bene. (è per questo che telefona)
P) e a chi posso chiedere informazioni?
T) ma', ...chiedi all'istituto. (che meraviglia, che arguzia che consiglio astuto!!!!).
..anche se... (dubbiosa) .. spesso ricevo telefonate di persone che hanno perso i soldi e il tempo.
P) Grazie (MA DI CHE COSAAAAAA!)
T) Grazie a te della telefonata, spero di esserti stata utile (na mucchia) e un'abbraccio a tuo figlio.
T) E adesso sentiamo don Luigi.
(MUSICA SACRA LUNGHISSIMAEPALLOSISSIMA)
L) Cari fratelli...
----consigli vari su quantiequalirosaridire in questo mese mariano (ma tutti i mesi sono mariani?)
per essere.. accolti sotto il mantello della Madonna ---- (no comment)
(MUSICA SACRA COMESOPRA)
L) Cari fratelli, radio Maria non trasmette messaggi pubblicitari...
(segue un bel messaggio pubblicitario))
Ci potete aiutare facendo un versamento su:---sequenza di decine di conti correnti in tutte le parti del mondo compreso il Burundi il Botswana e le isole Comore---
Vi ringraziamo per la vostra generosità (prego)
L)
AIUTATE LA MADONNA AD AIUTARCI.

MIEI APPLAUSI A SCENA APERTA