LA PASSWORD PERFETTA.
Siamo in un momento storico caratterizzato dalla confusione.
Non il consumismo, la tecnologia o l'edonismo sfrenato lo distingue ma il disordine, lo scompiglio il caos più totale, avvolgente e assoluto; insomma viviamo tutti a
Babilonia.
Caos dei costumi, della politica, delle religioni, dei rapporti familiari e chi più ne ha più ne metta.
Tra tutto questo pasticcio da alcuni anni ci si è messa anche la
Privacy.
Cos'è la Privacy?
"La privacy (termine inglese traducibile più o meno con riservatezza) è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata:
the right to be let alone". (Wikipedia ndr.)
L'articolo uno del decreto legge numero 196/2003 recita:
Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.
E fino a qui siamo d'accordo e tutto sarebbe facile se il suddetto decreto si limitasse ad enunciare poche norme chiare e semplici da rispettare:
- I dati personali si distinguono in: dati sensibili e non sensibili.
- Sono dati non sensibili tutti quelli presenti in pubblici registri.
- Sono dati sensibili tutti gli altri.
- Nessuno può detenere senza il consenso dell'interessato dati sensibili che lo riguardano.
- Nessuno può divulgare dati sensibili di chicchessia.
- Chi contravviene a queste norme è punito con 100 frustate sulla pubblica piazza.
Semplice vero?
E invece no, i nostri
acuti e
bizantini legislatori hanno concepito e partorito una leggina di
186 articoli (praticamente mezzo
codice civile francese) , che, a leggersela, sembra scritta a quattro mani con
Paperoga, con versi e capoversi per diverse centinaia di pagine, risultato:
Casino più totale.
Ognuno interpreta la legge come gli pare, ogni funzionario pubblico o privato impone ostacoli e balzelli all'espletamento di qualsiasi pratica in funzione della sua fervida fantasia e secondo se la moglie quella notte gliel'ha data oppure no.
Il Garante (ma di cosa?) interviene un giorno si e anche l'altro per chiarire i molti punti oscuri della legge, creando così ancora più incertezze e parapiglia.
Fatta la legge trovato l'esperto!
Naturalmente, stante questa confusione, in giro si sono subito scatenati i
furbi che a centinaia si sono
autoproclamati esperti della legge propinando (
a pagamento) consulenze inutili e dannose come e più della legge stessa.
Tempo fa la ditta presso la quale presto la mia indispensabile attività, per non saper leggere né scrivere, ha chiamato uno di questi che bellamente, tra le altre cose, ci ha fatto
proteggere con password i nostri computer, anche quelli rotti e in disuso o quelli dove ci sono solo disegni e calcoli tecnici (dati sensibili di cosa?).
Naturalmente il
tomo ha suggerito ed inserito varie parole di accesso ai calcolatori tralasciando che, nei sistemi Windows che usiamo noi,
basta cliccare "annulla" e si entra ugualmente nel sistema; cioè se metti una
password sbagliata la stessa ti è richiesta
all'infinito, se non ci metti niente
accedi e basta. Sic!.
Io, per evitare di
dimenticarmi quest'
indispensabile parola, l'ho scritta su un
post-it giallo attaccato al monitor, evitando i posti comunemente usati alla bisogna:
- Sotto il tappetino del mouse.
- Dentro il primo cassetto della scrivania sotto l'agenda.
- Appiccicato sotto l'apparecchio telefonico.
- Sotto il portapenne.
- Sotto il fermacarte pubblicitario blocchettodimarmocontarghetta
- Sotto lo scrittoio in finta pelle modello "FASCHIFOANCHEAFANTOZZI".
- Sotto il portacenere (adesso in disuso per la nota nuova legge).
- Sotto la tastiera
- Tra i biglietti da visita
- Sotto il coperchio della cassetta dello sciacquone del water (i più guardinghi).
- Sopra il tappetino del mouse (i più distratti che dopo averlo tirato fuori di sotto per leggerlo se lo sono dimenticati di sopra)
Ma prima di trovare un posto dove nascondere la password e se questa non è già stata scelta dall'esperto di prima, c'è un grave problema da affrontare:
Ma che parola usare?
A
proposito di furbi girovagando su Internet mi sono
imbattuto in un libro "LA PASSWORD PERFETTA" ( 22,00 IVA esclusa)
"
Questo libro esamina le password da tutte le prospettive possibili: gli amministratori di sistema, impegnati a garantire la sicurezza delle reti; gli utenti, che cercano di non dimenticare le password; i pirati informatici, che tentano di scoprirle per accedere, senza permesso, a reti aziendali, conti bancari privati o siti Web contenenti materiale pornografico. L'autore ......... ha raccolto e analizzato oltre 4 milioni di password utenti (Ma a chi lo racconti! Non esistono neanche se ci comprendiamo le lingue
nilo-camitiche il
bongo-bagirmi, il
kreish, il
moru-madi, il
mangbetu e
il lendu'. Oltretutto a una media di una parola al minuto per 24 ore per 365 giorni ci vorrebbero 7 anni e 8 mesi e poi tutti a te le vengono a spifferare ciaccione?)
. Dalla sua ricerca ha scoperto cosa funziona e cosa non funziona"
Non l'ho comprato ma m'immagino gli
astuti consigli
1
La password non deve essere troppo corta.
Certo se scegliete come parola
"a" rischiate che un bambino di un anno, sbattendo le manine sulla tastiera, possa accedere ai
segreti di stato contenuti nel vostro personal, mentre la stessa parola sarebbe perfetta contro gli attacchi di un'hacher adulto (ma anche un po' scemo se cerca di scardinare il vostro computer) che le proverebbe tutte tranne quella.
2
la password non deve essere troppo lunga
Provate ad usare "
precipitevolissimevolmenteperlescalemibuttogiùdalladisperazionediricordarmilapassword" e ditemi quante volte sbagliate la battitura prima di buttare il malefico apparecchio dalla finestra.
3
la password deve essere facilmente memorizzabile.
cioè non usate parole tipo "
awxpTTo232stqLayzz" e neanche "
[!!pPPt_<1>0#*(-" perchè se se ne accorge qualcuno chiama subito la neuro che vi rinchiude a vita in un manicomio criminale.
4
la password non deve essere ricongiungibile a voi o vostri parenti.
Se vostro figlio si chiama Paolo sarebbe ingenuo usare
"Paolo" ma molto astuto usare
"Giovanni", anche "Vercingetorige" non sarebbe male ma un po' lunghetta, così come se siete nato il 22/02/46 la parola da usare potrebbe essere
"28/07/94" che nessuno potrebbe riallacciare a voi a meno che non vi chiamiate
Maximilien François Marie Isidore de Robespierre.
5
se proprio non sapete cosa fare usate "Pippo"
secondo una ricerca della Nielsen è la parola in assoluto più usata al mondo.
Un'altro sistema per la scelta dell'agognato vocabolo me lo ha segnalato un'amico ed era riportato in un famoso giornale professionale (lo dice lui -ndr. (il giornale -ndr. alla ndr.)).
Lo scaltro metodo è il seguente:
1 scegliete una frase a caso che ricordate bene a memoria:
Evitando le strofe delle Osterie e quelle di Fanfulla da Lodi che sarebbero subito maliziosamente scoperte dai vostri colleghi, ex universitari di lungo corso, scegliete, per fare un'esempio, "Sempre Caro Mi Fu Qest'Ermo Colle".
2 prendete le prime lettere delle parole della frase "SCMFQEC"
precisazione dell'autore (per gli analfabeti ndr.): "Quest'Ermo" sono due parole pertanto non mettete solo "Q" ma "QE"
3 sostituite le lettere con i numeri che rappresentano la posizione delle stesse nell'alfabeto ed avrete "22-3-11-6-15-3"
usate sempre lo stesso alfabeto ed evitate di usare una volta quello italiano e una volta quello inglese (escludete assolutamente il greco ed il cirillico), perché questo potrebbe creare qualche disguido.
4 aggiungete ai numeri risultanti alternativamente il giorno e il mese della vostra nascita; per me nato il 22/02/46 il risultato sarebbe: "44-5-33-8-37-5"
5 raggruppate in un unico numero "445338375"
6 scartate l'ultima cifra se il numero delle lettere è dispari "44533837"
7 dividete in numeri di due cifre "44-53-38-37"
8 riconducete i numeri nel limite 21 "2-11-17-16"
9 ritrasformate i numeri in lettere "BMSR"
qui vale la stessa regola del punto tre.
10 scrivete le lettere in maiuscolo o in minuscolo in funzione del fatto che il numero che le rappresenta sia o meno pari "bMSr"
finalmente avete composto la password "
MIMPORTASSAIDIFORTENOX" inattaccabile a qualsiasi tentativo di intrusione.
Con questo metodo sarete sempre in grado di ricostruire la parola partendo dalla frase iniziale nel malaugurato caso di una vostra
amnesia fulminante.
A scanso di equivoci però, concludeva il vivace autore, scrivetevela da qualche parte.
Aneddoto
Qualche anno fa mi ero comprato un
notebook e mi scocciava che qualcuno trovandolo ci mettesse il naso, avrebbe scoperto che l'
uso impegnato che ne facevo era quello di giocare col "
solitario" ed altri
giochini altrettanto
stressanti, perciò misi la protezione al
boostrap del
bios (ne so una più del diavolo!).
L'apparecchio si ruppe dovetti mandarlo,
corredato di password, alla casa madre per aggiustarlo ma quando mi ritornò, dopo parecchi mesi,
non mi ricordavo più la fatidica parolina.
Provai nell'ordine:
- Il nome di tutti i miei parenti fino al quinto grado, al diritto e alla rovescia.
- Le date di nascita degli stessi.
- Il nome di tutti gli animali che avevo e che avevo avuto, il nomignolo e il nome del pedigree uno, un Bovaro dell'Entlebuch, si chiamava Gershwin de la Cite des Grands Feux Imprunaia Fleourì detto Bul, per cui provai prima con Bul e fino a qui tutto bene, anzi male perché non era la parola, ma quando provai con "GERSHWINDELACITEFEUXIMPRUNAIAFLEOURI" comparve quello sgorbietto ballante dell'help che mi disse con aria incazzata "MA SEI SCEMO?". Lasciai perdere i nomi dei pedigree.
- Le targhe delle macchine di tutta la mia storia di guidatore nonché di mia moglie, figli, cugini e amici.
- Le marche e il modello delle suddette.
- Numeri di telefono di ufficio, casa, case vecchie, casa di mia madre, di mia sorella, di mia suocera e di tutti i parenti e conoscenti della mia rubrica.
- Attori preferiti, registi, cantanti e scrittori con corredo di titoli dei film, canzoni e libri.
- Tutti i personaggi dei fumetti a partire da Buci la coccinella fino a Dilan Dog.
- Maestri, professori, bidelli e compagni di scuola dall'asilo al diploma.
- Alla fine, disperato, numeri delle scarpe, delle camice e tutti i numeri che lontanamente mi dicessero qualcosa compreso un'ambo che il 12 giugno del 73, con una botta di culo tremenda, azzeccai sulla ruota di Roma incassando 27.350 lire.
Insomma rivoltai tutta la mia vita come un calzino, diedi fondo a tutte le mie più recondite reminiscenze ma
NON LA TROVAI!
Rassegnato misi l'apparecchio in un armadio e me lo dimenticai.
Dopo parecchi anni, in un libro,
trovai un biglietto dove avevo scritto la
maledetta parola per non dimenticarmela (naturalmente mi ero dimenticato del biglietto).
Sul quel foglio c'era scritto:
Password: "PASSWORD"
Avevo trovato
LA PASSWORD PERFETTA.
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