venerdì, ottobre 13, 2006

BALDO

Gli sparuti visitatori di questo blog si chiederanno "Ma Chi E' sto Baldo?"
Baldo era il preside dell'istituto per geometri di Livorno che ebbi a frequentare negli ormai lontani anni 1960-1965, era famoso in tutta la città per la sua severità.
La mattina, quando suonava la campanella dell'ingresso, era a braccia conserte sul portone della scuola, con il suo nasone e la faccia da nonno buono corrucciato e, a tutti, faceva un cenno di saluto, un rimbrotto per il vestiario (guai a portare i blue-gins) e, raramente, un sorriso.
All'uscita, quando tutti avremmo voluto precipitarci giù per le scale, stava impalato sulla porta della presidenza "ci vediamo domani, puntuali!!!" e fino a quando eravamo sott'occhio tutti a passo d'uomo, poi... in cavalleria.
Bene, dopo tre giorni dall'inizio del primo anno, mi ritrovai seduto nella sedia davanti alla sua scrivania spedito dalla professoressa di lettere con biglietto d'accompagnamento che descriveva le mie, non ricordo più quali, malefatte, e quello fu il primo d'incontri quasi quotidiani.
Ero bravo, ma leggermente indisciplinato: soprattutto non sopportavo il fatto di portare libri, penne e quaderni, ogni giorno compravo una Bic e un foglio protocollo dal tabaccaio di fronte alla scuola, penna e foglio che finivano regolarmente in qualche cestino alla fine delle lezioni.
Il Baldo all'inizio mi propinò due o tre sospensioni ma, quando si accorse che mi faceva solo un piacere ripiegò nelle tattica "ADESSOTIPRENDOPERSFINIMENTO" e, infatti, quando capitavo all'appuntamento col solito biglietto, mi lasciava per tutta la mattina seduto in sala d'aspetto e quando suonava la fatidica campanella "TUTTIACASA", invece di presenziare all'uscita dei miei colleghi, mi faceva accomodare nel suo studio dove, per un'oretta, mi parlava della sua vita e dei suoi problemi.
Un giorno ebbe a raccontarmi di suo figlio morto piccolissimo durante la guerra sotto un bombardamento e io, con la cinicità tipica dei giovani di diciott'anni, pensai bene di approfittarmi di questo che, sicuramente, era un suo punto debole.
Cominciai ad andare in presidenza anche senza biglietto di presentazione, informandomi della salute del Baldo dei suoi problemi e, con vaghi accenni al defunto, intavolavo con lui qualche bel discorso su come fosse crudele la vita, della stupidità delle guerre ed altre amenità del genere, così passavano le ore e i miei professori non potevano dirmi niente perchè ero dal preside!
Arrivò la quinta, gli esami di stato e fui consacrato GEOMETRA.
Un giorno, dopo gli esami, per qualche ragione, ero all'istituto e incontrai nel corridoio deserto Baldo che mi disse:
Vede C...... (a quei tempi i professori davano del lei anche ai bambini di due anni o, almeno, lui lo faceva)
Sono contento che si sia diplomato ma anche mi dispiace; per cinque anni mi ha tenuto compagnia e, anche se pensava che non mi fossi accorto che lei lo faceva solo per non stare in classe, io lo sapevo benissimo, ma vede.... mio figlio era biondo come lei e oggi avrebbe avuto circa la sua età.

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